Stato: In corso
Periodo: In corso
Ruolo ARSIAL: Capofila
Dettaglio progetto
Il comparto vitivinicolo del Lazio, con circa 18.000 ettari di superfici vitate e oltre 300 cantine attive, ha un ampio patrimonio di vitigni autoctoni, consolidatosi, negli ultimi due decenni, quale fattore di caratterizzazione produttiva dei territori e delle rispettive cantine.
Su 94 vitigni complessivamente ammessi alla coltivazione in regione Lazio, i vitigni autoctoni esprimono, numericamente, oltre 1/3 della piattaforma ampelografica (n. 37 vitigni) con una superficie vitata di 3.175 ettari (+ 173 ha rispetto al 2022) ed una rivendicazione nel 2025 come monovitigno di circa 36.000 hl di vino.
In tale ambito, vanno distinti gli autoctoni a maggior diffusione, in alcuni casi presenti anche in altre regioni, dalle risorse a rischio di erosione genetica; i primi esprimono nel loro insieme circa 2.415 ettari di SAU vitata, con una incidenza del 13,4% sulla piattaforma ampelografica regionale e una rivendicazione nel 2025, come monovitigno, di circa 26.000 hl per 159 cantine. Le risorse a rischio di erosione genetica, ovvero i vitigni tutelati ai sensi della LR 15/2000 in quanto a ridotta diffusione, esprimono nel complesso circa 760 ettari di superfici vitate (sui circa 3.173 ettari complessivi ad autoctoni) con una incidenza del 4,2%del totale della SAU vitata e una rivendicazione nel 2025, come monovitigno, di circa 10.000 hl per 101 cantine. Vengono sostenuti da specifiche strategie CSR volte alla conservazione in situ del patrimonio genetico, ma è evidente che il loro futuro è correlato a una valorizzazione presso il consumatore finale tutta da sviluppare, anche in considerazione del fatto che sono per lo più espressione di microareali per i quali va dispiegata ogni possibile combinazione di azioni di valorizzazione. Pur in presenza di tante criticità, negli ultimi 10 anni i soli vitigni a rischio di erosione genetica hanno rappresentato il presupposto della attivazione o rivitalizzazione produttiva di quasi un centinaio di cantine sull’intero territorio regionale che, non potendo puntare sulla scala produttiva, hanno avuto dagli autoctoni a ridotta diffusione la loro leva di accesso e, spesso, di successo sul mercato, grazie all’inserimento, nei disciplinari di tutte le IG del Lazio (operato d’ufficio su proposta di ARSIAL a Regione Lazio e MiPAAF) di tutti i vitigni autoctoni a ridotta diffusione iscritti entro il 2011 al Registro Nazionale e Regionale.
Attività principali
ARSIAL, offre il proprio supporto tecnico-scientifico-amministrativo nella redazione del dossier (rilievi agronomici-fenologici-produttivi e dati enologici) per poter iscrivere i vitigni resistenti, già iscritti al RNVV, al Registro regionale dei vitigni ammessi alla coltivazione nel Lazio.
Le attività svolte da ARSIAL sono:
- Rilievi fenologici
- Rilievi agronomici-produttivi
- Micro-vinificazioni in purezza
- Analisi chimico-fisiche-sensoriali
- Degustazioni con operatori della filiera
- Predisposizione dossier tecnico-scientifico per iscrizione al Registro Regionale delle varietà di vite classificate idonee alla produzione di uva da vino della Regione Lazio.
Risultati attesi/ottenuti
Ad oggi grazie dal lavoro svolto da ARSIAL sono state iscritte ai vari registri n. 10 vitigni autoctoni; altri n. 15 vitigni sono in fase di studio.
Per la campagna in corso, ARSIAL ha avviato un programma di oltre 80 micro-vinificazione per l’ottenimento di:
- vini spumante dei seguenti vitigni autoctoni: Reale bianca b., Pampanaro b., Maturano b., Tostella b., Capolongo
- vini rossi ottenuti da vitigni autoctoni (Maiolica n., Cesenese n., Raspato n., Uva Giulia n) assemblati in diverse percentuali (5-15%) con quelli derivati dai resistenti (Merlot Khantus n., Julius n., Cabernet Eidos n)
Partenariato
Partner principali: CREA VE