Stato: In corso
Periodo: 2025-2027
Area tematica: Innovazione varietale
Ruolo ARSIAL: Partner
Dettaglio progetto
Il mandorlo è una specie frutticola da clima temperato appartenente al comparto della frutta in guscio, che in passato ha avuto un ruolo rilevante nella frutticoltura italiana, in particolare nelle regioni meridionali. Negli ultimi decenni tuttavia la produzione italiana ha progressivamente perso competitività nel bacino Mediterraneo, dove la Spagna ha assunto un ruolo di primo piano, grazie a importanti investimenti nella ricerca varietale e nello sviluppo di nuovi sistemi colturali.
Tra le cause di questo ridimensionamento vi è anche il limitato impegno nella sperimentazione sull’adattamento varietale della specie, che ha portato per molti anni a concentrare la coltivazione su un numero ristretto di cultivar, tra cui la varietà autofertile Tuono, senza un’adeguata valutazione di nuove varietà e combinazioni con portinnesti innovativi.
Negli ultimi anni la situazione sta cambiando rapidamente. La crescente domanda mondiale di frutta in guscio, unita ai cambiamenti climatici in atto nel bacino Mediterraneo, sta favorendo la diffusione di nuovi impianti di mandorlo anche in aree non tradizionalmente vocate. In Italia, e in particolare nel Lazio, si osserva un crescente interesse da parte degli agricoltori verso questa coltura.
In particolare il litorale tirrenico laziale, caratterizzato da un clima mite e da ampie superfici agricole disponibili, rappresenta un’area potenzialmente favorevole allo sviluppo della mandorlicoltura. Negli ultimi anni sono infatti stati realizzati nuovi impianti nelle aree di Civitavecchia, Tarquinia, Montalto di Castro, Tuscania e Maccarese, a testimonianza dell’interesse crescente verso questa coltura.
Alla luce di queste prospettive, è stato realizzato un mandorleto sperimentale presso l’Azienda Sperimentale Dimostrativa di Tarquinia, con l’obiettivo di valutare il comportamento agronomico e produttivo di diverse cultivar di mandorlo in ambiente laziale. Il campo collezione rappresenta uno strumento fondamentale per studiare l’adattamento delle varietà alle condizioni pedoclimatiche locali e per fornire indicazioni tecniche agli agricoltori interessati allo sviluppo della mandorlicoltura regionale.
Attività principali
Osservazioni fenologiche
Prosecuzione delle osservazioni fenologiche delle cultivar presenti nel campo collezione, finalizzate alla definizione dei principali stadi di sviluppo della pianta, tra cui:
- ripresa vegetativa (rottura delle gemme e comparsa dei germogli)
- epoca e durata della fioritura
- epoca di maturazione dei frutti
- entrata in riposo vegetativo (caduta delle foglie)
Queste osservazioni permetteranno di definire calendari fenologici dettagliati delle diverse cultivar.
Rilievi sull’attività vegetativa
Monitoraggio dei principali parametri vegetativi delle piante in funzione della cultivar, del portinnesto e della forma di allevamento, tra cui:
- sviluppo assile dei germogli
- crescita diametrale del tronco
- dimensioni e volume della chioma
- attitudine pollonifera dei portinnesti
Queste analisi consentono di valutare la vigoria e il comportamento vegetativo delle diverse combinazioni cultivar–portinnesto.
Rilievi sull’attività produttiva
Valutazione delle principali componenti della produzione, tra cui:
- produzione per pianta
- produzione stimata per ettaro
- efficienza produttiva (rapporto tra produzione e sezione del tronco)
Saranno inoltre analizzate le caratteristiche carpologiche dei frutti, come:
- resa in sgusciato
- peso e dimensioni del frutto e del seme
- classi di calibro
- incidenza di eventuali difetti
Introduzione di nuovo materiale vegetale
Ampliamento del campo collezione mediante l’introduzione di nuove cultivar e genotipi di mandorlo, comprese accessioni innovative e wild types, al fine di arricchire la base genetica della sperimentazione.
Prove agronomiche
Valutazione delle forme di allevamento e dei portinnesti più idonei allo sviluppo di mandorleti moderni, orientati verso:
- elevata meccanizzazione delle operazioni colturali
- protocolli di gestione sostenibile del mandorleto
Risultati attesi/ottenuti
Il progetto consentirà di acquisire conoscenze fondamentali sull’adattamento varietale del mandorlo alle condizioni pedoclimatiche del Lazio, con particolare riferimento alle aree del litorale tirrenico. In particolare si prevede di:
- definire i calendari di ripresa vegetativa, fioritura e maturazione delle diverse cultivar su base pluriennale;
- individuare le cultivar più idonee alla coltivazione in ambiente laziale;
- caratterizzare le principali caratteristiche produttive e carpologiche delle mandorle;
- individuare combinazioni cultivar–portinnesto ad elevate prestazioni agronomiche;
- fornire indicazioni tecniche utili alla realizzazione di nuovi mandorleti ad alta efficienza produttiva.
Le conoscenze acquisite potranno inoltre contribuire allo sviluppo di future attività di miglioramento genetico del mandorlo e supportare la crescita di una filiera regionale della frutta in guscio.
Partenariato
Partner principali: Università della Tuscia DAFNE
Materiali
Pubblicazioni:
- Meglio le cultivar tardive per i mandorleti laziali. L’INFORMATORE AGRARIO 22/2022,
- Quali sono le varietà di mandorlo più adatte per l’ambiente laziale L’INFORMATORE AGRARIO 33/2024
- Introduzione del mandorlo nel Lazio: scelte varietali e modelli colturali impiegati XV Giornate Scientifiche SOI