Stato: In corso
Periodo: in corso
Ruolo ARSIAL: Capofila
Dettaglio progetto
Il “Progetto pluriennale a supporto della filiera vitivinicola di qualità: Razionalizzazione e valorizzazione delle produzioni DO/IG vinicole regionali di qualità” finanziato dalla Regione Lazio a favore dell’Agenzia prevede la semplificazione del quadro delle Denominazioni attive cercando di cancellare quelle non rivendicate oppure rivitalizzare quelle rivendicate solo per piccoli volumi. La mancata razionalizzazione delle DO/IG vitivinicole è un fattore di ulteriore frammentazione della filiera, che non solo ostacola lo sviluppo dei consorzi di tutela (cui la UE demanda ulteriori funzioni anche nella sfera enoturistica) ma limita anche l’accesso alle risorse per la promozione delle nostre eccellenze sui mercati internazionali.
La forte frammentazione delle DO/IG si riflette anche nella mancata attivazione e/o piena operatività dei Consorzi di Tutela riconosciuti dal MASAF e con incarico anche di “erga omnes” atti a svolgere le attività di promozione, valorizzazione e vigilanza per conto della propria denominazione; valga considerare che ad oggi a fronte di 36 DO/IG risultano attivi solo 7 Consorzi di Tutela in rappresentanza del 22% della superficie complessivamente rivendicata.
L’obiettivo è quindi quello di adeguare/modernizzare i disciplinari di produzione delle DO/IG che preservano quel legame prodotto-territorio insito proprio nelle Denominazioni.
Contesto e finalità:
Il sistema delle 36 DO/IG del Lazio (3 DOCG, 27 DOC e 6 IGP) è stato in gran parte attivato in una fase storica caratterizzata da una notevole SAU vitata (picco di oltre 70.000 ettari a vite da vino negli anni 70-80 del secolo scorso), in relazione al ruolo esercitato dalle grandi cantine cooperative, all’epoca molto attive nel promuovere caratterizzazioni su microambiti locali (spesso di scala comunale) in funzione di una reputazione limitata al contesto di consumo regionale, e soprattutto in funzione dell’accesso a politiche attive di filiera che differenziavano il sostegno alla produzione in funzione della rivendicazione di qualità; con il passaggio dei consumi interni da quasi 100 litri procapite/anno agli attuali 34 litri procapite/anno, con lo sviluppo di altri areali nazionali orientati all’export, il Lazio, pur vantando areali vitivinicoli di assoluto pregio produttivo, ha attraversato una quarantennale transizione, consolidatasi solo in esito alla regionalizzazione dei diritti di impianto sulla attuale dimensione del comparto (superfici legittimate per circa 18.000 ettari, implementazione piattaforma ampelografica, recupero degli autoctoni, nascita di centinaia di piccole cantine territoriali orientate ad una spiccata diversificazione produttiva, ecc.); tuttavia, nonostante i cambiamenti radicali sopravvenuti nel mercato globale, nei consumi interni e nella base produttiva regionale, permangono attive tutte le DO/IG: alcune di esse afferiscono a territori oggi minimamente vitati, alcune di scala comunale poco o nulla rivendicate, in ogni caso in numero non ottimale, né per la nascita dei consorzi di tutela, cui la legge demanda funzioni significative di tutela e valorizzazione, né per una efficace allocazione delle risorse pubbliche finalizzate alla promozione sul mercato interno (UE) e ancor meno per l’accesso alle risorse per la promozione sui mercati internazionali.
Alla luce di queste criticità, la Regione Lazio con DGR regionale n. 655/2024 ha approvato e finanziato a favore di ARSIAL il progetto “Razionalizzazione e valorizzazione delle produzioni DO/IG vinicole regionali di qualità”
Attività principali
ARSIAL svolge una serie di attività a favore della filiera vitivinicola, con l’ottica di rivisitare il sistema DO/IG regionale, mediante:
- Elaborazione/Analisi delle condizioni quali/quantitative caratterizzanti le DO/IG regionali e valutazione della loro rispondenza alle dinamiche dei mercati e valutazione delle prospettive.
- Predisposizione dei dossier di cancellazione della DO non rivendicata da più di 7 anni da presentare al MASAF (con evidenza dei casi in cui il relativo territorio sarebbe in ogni caso coperto da altre DO/IG);
- Predisposizione di incontri con i vitivinicoltori, degli ambiti geografici delle singole DO/IG non rivendicate da 1 o 2 anni per verificare le possibili opzioni (abbandono alla DO; eventuale riattivazione previa modifica del disciplinare di produzione; accorpamento in altre DO/IG che coprono i relativi territori di riferimento). In questo caso l’Agenzia supporta la filiera nella redazione dei dossier di cancellazione/modifica/accorpamento da presentare agli enti competenti;
- Predisposizione di incontri con i vitivinicoltori degli ambiti geografici delle singole DO/IG scarsamente rivendicate per valutare l’eventuale riattivazione previa modifica del disciplinare di produzione o accorpamento in altre DO/IG. In questo caso ARSIAL supporta la filiera nella redazione dei dossier da presentare agli enti competenti;
- Predisposizione di incontri con i vitivinicoltori/Consorzi di tutela delle DO/IG per le quali, sulla base dell’elaborazione/analisi di cui al primo punto, si rileva la necessità di modificare il disciplinare di produzione per:
- ampliamento base ampelografica, a titolo di esempio con vitigni autoctoni (Uva Giulia n., Raspato n., Cesenese nero n., Maiolica n., Maturano nero n., Reale bianca b.) o con vitigni internazionali (Roussane b. e Marsanne b.) o con vitigni “resistenti” (Fleurtai b., Sauvignon Kretos b., Sauvignon Nepis b., Sauvignon Rytos b., Soreli b., Cabernet Eidos n., Cabernet Volos n., Julius n., Merlot Kanthus n., Merlot Khorus n.
- modifica / integrazione dei parametri qualitativi delle uve o del vino in uscita;
- inserimento di nuove tipologie di prodotto, rispondenti alle richieste del mercato;
- implementazione dei parametri di valorizzazione del paesaggio e delle sostenibilità ambientale.
- Risultati attesi/ottenuti
ARSIAL, sta procedendo con i vari incontri con i rivendicanti le singole DO/IG del Lazio; ha predisposto la documentazione, inviata dalla Regione al Masaf, per la cancellazione della DOC Bianco Capena non rivendicata da oltre 15 anni; è in corso di modifica il disciplinare di produzione dell’IGT Frusinate, DOC Tuscia, DOC Olevano Romano.