Stato: In corso

Periodo: 2025-2027

Area tematica:Valorizzazione delle filiere castanicole

Ruolo ARSIAL: Partner

Dettaglio progetto

La castanicoltura rappresenta una componente storica del paesaggio agricolo e forestale del Lazio, in particolare nelle aree pedemontane della regione, dove il castagno da frutto ha svolto per secoli un ruolo economico e sociale di primaria importanza. Negli ultimi decenni, tuttavia, il comparto ha registrato una progressiva contrazione dovuta a diversi fattori, tra cui l’abbandono delle aree montane, la diffusione di patogeni, la riduzione della redditività e la mancanza di una filiera vivaistica strutturata in grado di garantire materiale di propagazione di qualità.

Il rilancio della castanicoltura regionale richiede quindi un insieme di interventi integrati, tra cui assume un ruolo fondamentale la disponibilità di materiale vivaistico certificato o certificabile, ottenuto dalla propagazione delle varietà locali di castagno da frutto più adatte alle condizioni pedoclimatiche delle aree castanicole laziali.

Dal punto di vista tecnico, la moltiplicazione del castagno da frutto avviene prevalentemente attraverso tecniche di innesto, come l’innesto a zufolo o a doppio spacco inglese. Per la produzione dei portinnesti destinati alla costituzione delle piante innestate, l’impiego di semenzali ottenuti dalla germinazione di semi di Castanea sativa rappresenta la soluzione più efficace, grazie alla buona affinità di innesto con le principali cultivar di castagno da frutto.

In questo contesto si inserisce l’azione pilota dedicata alla creazione di una filiera vivaistica regionale del castagno, finalizzata alla produzione di piante innestate con ecotipi locali e alla loro diffusione nelle principali aree castanicole del Lazio.

Le attività sono coordinate presso l’Azienda Sperimentale Dimostrativa di Caprarola, che ospita una collezione di germoplasma castanicolo regionale e dispone di strutture dedicate alla germinazione delle castagne raccolte da esemplari spontanei e alla crescita dei semenzali destinati alla produzione dei portinnesti.

Il materiale vivaistico prodotto sarà rappresentativo delle principali aree castanicole della regione e sarà destinato alla realizzazione di nuovi impianti pilota e dimostrativi nei territori di:

  • Monti Cimini (VT)
  • Monti Prenestini – Segni, Carpineto Romano e Arcinazzo Romano (RM)
  • Monti di Rieti – Cicolano e Antrodoco (RI)
  • Castagneto di Terelle (FR)

L’iniziativa si inserisce inoltre nell’ambito delle politiche regionali di tutela della biodiversità agraria previste dalla Legge regionale n. 15/2000.

Attività principali

Prospezione e raccolta del germoplasma
Durante la stagione vegeto-produttiva saranno realizzate attività di prospezione nei principali territori castanicoli del Lazio, con il coinvolgimento diretto delle filiere locali, le marze saranno raccolte durante la fase di riposo vegetativo e utilizzate per le successive operazioni di innesto.

Produzione dei portinnesti
Presso l’Azienda Sperimentale Dimostrativa saranno prodotte le giovani piante portinnesto ottenute dalla germinazione di semi di Castanea sativa. I semenzali, coltivati in vaso negli ombrai della struttura sperimentale, saranno sottoposti a periodici interventi agronomici e rinvasi finalizzati a favorire lo sviluppo diametrale del fusto e a renderli idonei alla successiva fase di innesto.

Realizzazione degli innesti
Le operazioni di innesto, previste a fine inverno, saranno effettuate mediante tecniche tradizionali quali:

  • innesto a zufolo
  • innesto a doppio spacco inglese

Durante questa fase verranno monitorate le percentuali di attecchimento degli innesti e valutata l’efficacia delle tecniche adottate.

Produzione e distribuzione del materiale vivaistico
Le piante innestate prodotte nel centro vivaistico pilota saranno disponibili per Enti pubblici e aziende private interessati a partecipare all’iniziativa, sia in qualità di custodi del germoplasma castanicolo regionale sia come siti pilota e dimostrativi per il rilancio delle castanicolture locali.

Risultati attesi/ottenuti

ll progetto mira a creare le basi per il rilancio della castanicoltura laziale attraverso lo sviluppo di una filiera vivaistica regionale strutturata e basata sulla valorizzazione delle varietà locali.

In particolare si prevede di:

  • produrre piante innestate di castagno da frutto ottenute da ecotipi locali;
  • rafforzare la conservazione e la diffusione del germoplasma castanicolo regionale;
  • realizzare impianti pilota e dimostrativi nelle principali aree castanicole del Lazio;
  • supportare le aziende agricole interessate allo sviluppo della castanicoltura;
  • favorire la creazione di una filiera vivaistica certificata o certificabile per il castagno da frutto.

Nel medio-lungo periodo l’iniziativa potrà contribuire alla valorizzazione economica, ambientale e culturale dei territori castanicoli del Lazio, favorendo il recupero di aree agricole marginali e la tutela della biodiversità agraria regionale.

Partenariato

Partner principali: Università della Tuscia DAFNE