Stato: In corso

Periodo: 2024-2026

Ruolo ARSIAL: Capofila

Dettaglio progetto

La viticoltura è un settore strategico dell’agricoltura italiana, in particolare nella regione Lazio, nota per la sua ricca biodiversità di vitigni autoctoni. Tuttavia, il cambiamento climatico e gli stress abiotici, come la siccità e l’eccesso di calore, minacciano la produttività e la qualità delle uve. L’uso di strategie di gestione della chioma, integrate con l’applicazione di corroboranti naturali come la farina di basalto e il caolino, potrebbe rappresentare un approccio innovativo per mitigare questi effetti negativi, promuovendo al contempo pratiche agricole sostenibili e biologiche. La sperimentazione è svolta presso il vigneto ARSIAL dell’azienda di Velletri che rappresenta un modello di viticoltura urbana-peri-urbana dove gli stress abiotici sono più frequenti e probabili, ma dove la viticoltura se opportunamente gestita può essere dispensatrice di rilevanti funzioni ecologico-ambientali La prova è eseguita sulle varietà di vite: Malvasia di Candia e Montepulciano, presenti in un unico filare; Lecinaro e Maturano Bianco presenti in duplice filare (Figura 1) su cui è stata sperimentata l’applicazione fogliare di Farina di Basalto ® (FB) e di Caolino (Ca) seguendo un protocollo.

Attività principali

Lo studio coinvolge quattro vitigni: Malvasia di Candia b., Montepulciano n, Lecinaro n. e Maturano Bianco, selezionati per rappresentare sia varietà di rilevanza nazionale sia cultivar autoctone laziali. Su queste varietà sono state confrontate tre diverse strategie di gestione della chioma:

  • gestione ordinaria (controllo);
  • trattamenti fogliari con farina di basalto;
  • trattamenti fogliari con caolino.

I trattamenti sono stati applicati dalla fase di fioritura fino alla maturazione delle bacche, seguendo protocolli specifici per numero di interventi e concentrazione, con l’obiettivo di mitigare lo stress termico, migliorare l’efficienza fotosintetica e influenzare positivamente la qualità delle uve. Nel vigneto sperimentale è stato installato un sistema multisensore in grado di rilevare in continuo temperatura, umidità dell’aria, luminosità e condizioni del suolo, permettendo una caratterizzazione dettagliata del microclima della chioma. Parallelamente sono state condotte analisi ecofisiologiche non invasive sulle foglie, attraverso misure di contenuto di clorofilla, fluorescenza fogliare e indici vegetazionali. Questi strumenti consentono di valutare lo stato di salute della pianta, l’efficienza dei processi fotosintetici e la risposta agli stress ambientali nelle diverse fasi fenologiche.

Risultati attesi

I risultati preliminari evidenziano come l’efficacia dei trattamenti sia in parte genotipo- dipendente. In generale, l’applicazione di farina di basalto e caolino ha contribuito a:

  • rallentare i processi di senescenza fogliare in alcune varietà;
  • migliorare l’efficienza del fotosistema II;
  • ridurre gli effetti dello stress termico sulla chioma.

Per quanto riguarda la qualità della produzione, i trattamenti hanno mostrato effetti differenziati in base al vitigno. In alcune cultivar si osservano variazioni nelle dimensioni delle bacche, nel contenuto zuccherino e nell’acidità, elementi chiave per la qualità tecnologica delle uve. In particolare, il caolino ha favorito, in alcuni casi, bacche di dimensioni maggiori e un diverso equilibrio tra zuccheri e acidità, mentre la farina di basalto ha mostrato effetti positivi sulla funzionalità fisiologica e sulla maturazione zuccherina.

Partenariato

Partner principali: Università degli Studi della Tuscia – Dibaf

Materiali

Relazione finale attività 2025 – ppt attività 2025 con link esterni – https://www.arsial.it/2026/02/03/chioma-di-vite-sperimentazione/