11/10/2025
Una giornata dedicata alla ricerca vitivinicola, alla sostenibilità e al dialogo tra istituzioni, mondo scientifico e imprese. Venerdì 10 ottobre si è svolto a Velletri “Il Lazio del vino che verrà – Ricerca, territorio, innovazione”, evento promosso da Regione Lazio e Arsial presso l’Azienda Dimostrativa Sperimentale Arsial, punto di riferimento per la sperimentazione in campo e l’innovazione nel settore.
L’iniziativa ha riunito enologi, tecnici, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni per fare il punto sul futuro della viticoltura regionale, tra nuove varietà resistenti, valorizzazione dei vitigni autoctoni e strategie per affrontare i cambiamenti climatici.
Negli ultimi due anni Arsial ha avviato 19 progetti sperimentali che coinvolgono oltre 50 varietà di vite, tra autoctone e resistenti, in collaborazione con CREA, CNR, Università della Tuscia e Tor Vergata.
Un impegno crescente che consolida il ruolo dell’Agenzia come laboratorio di conoscenza e innovazione al servizio del territorio.
La giornata si è aperta con la Masterclass di degustazione dedicata ai vini sperimentali Arsial, frutto di microvinificazioni realizzate presso l’Azienda di Velletri. In degustazione, vini da vitigni autoctoni come Reale Bianca, Pampanaro, Maturano Nero e Uva Giulia, accanto a varietà resistenti come Soreli e Merlot Kanthus, esempi concreti di una viticoltura capace di unire identità, qualità e sostenibilità.
A seguire, il convegno moderato dal giornalista Rocco Tolfa (RAI) ha approfondito i temi legati alla ricerca e alla sperimentazione vitivinicola, con la partecipazione di Massimiliano Raffa, Presidente Arsial; Giancarlo Righini, Assessore all’Agricoltura e alla Sovranità Alimentare della Regione Lazio; Andrea Rocchi, Presidente CREA (in videomessaggio); e gli enologi Pier Paolo Chiasso, Vincenzo Mercurio e Angelo Giovannini.
Le dichiarazioni
“L’agricoltura del Lazio – ha dichiarato Giancarlo Righini, Assessore all’Agricoltura e alla Sovranità Alimentare della Regione Lazio – sta vivendo una fase di profondo rinnovamento. La viticoltura è uno dei comparti più rappresentativi della nostra identità territoriale e culturale, e investire in ricerca e innovazione significa proteggerne il futuro. Con Arsial stiamo costruendo un modello di sviluppo sostenibile, che valorizza i vitigni autoctoni, sostiene le imprese del territorio e guarda con attenzione ai cambiamenti climatici. L’Azienda di Velletri è un esempio virtuoso di come la sperimentazione possa tradursi in opportunità concrete per la filiera: qui si sviluppano soluzioni che rendono la nostra viticoltura più resiliente, competitiva e attenta all’ambiente. Eventi come questo sono fondamentali per creare connessioni tra il mondo scientifico, i produttori e le istituzioni, e per rafforzare la consapevolezza del valore che il settore vitivinicolo rappresenta per l’economia regionale. La Regione continuerà a sostenere con determinazione queste iniziative, consapevole che il vino del Lazio è sempre più sinonimo di qualità, innovazione e radicamento nel territorio.”
“L’appuntamento di Velletri – è il commento di Massimiliano Raffa, Presidente dell’Arsial – rappresenta la sintesi del lavoro che Arsial sta portando avanti per sostenere la filiera vitivinicola del Lazio. Traduciamo la conoscenza scientifica in strumenti concreti per le imprese, accompagnandole nella transizione verso modelli produttivi sostenibili. Negli ultimi anni abbiamo rafforzato il nostro impegno nella ricerca e nella sperimentazione, con 19 progetti attivi e una rete di collaborazioni che coinvolge CREA, CNR, Università della Tuscia e Tor Vergata. La viticoltura laziale è un comparto in salute, con 18.000 ettari vitati, circa 450 cantine attive e un valore economico del vino a denominazione che supera i 60 milioni di euro. Numeri che testimoniano la forza di un sistema sempre più attento alla qualità e alla valorizzazione delle produzioni di eccellenza. L’Azienda Sperimentale di Velletri è un laboratorio a cielo aperto. Qui studiamo vitigni autoctoni e resistenti, testiamo soluzioni per contrastare il cambiamento climatico e sperimentiamo tecnologie che riducono l’impatto ambientale. Il nostro obiettivo è potenziare ulteriormente le attività di ricerca, facendone un vero hub regionale della conoscenza, dove si integrano ricerca, formazione e innovazione. Vogliamo che diventi un luogo di incontro per studenti, tecnici ed enologi, capace di generare competenze e trasferire valore alle imprese. L’evento del 10 ottobre si inserisce proprio in questa visione: abbiamo invitato numerosi enologi delle aziende laziali e coinvolto professionisti provenienti da altre regioni, per favorire un confronto aperto e costruttivo con chi porta esperienze maturate altrove. Il nostro è un lavoro corale che unisce ricerca, impresa e istituzioni. Arsial continuerà a investire e a sostenere le aziende e i consorzi di tutela in un percorso condiviso con la Regione Lazio.”
L’iniziativa ha confermato l’impegno di Arsial e Regione Lazio nel promuovere una viticoltura sempre più innovativa e sostenibile, capace di coniugare qualità produttiva, tutela ambientale e valorizzazione del territorio.