22/05/2026

«La scomparsa di Carlo Petrini ci colpisce profondamente. Con lui l’Italia perde una delle voci più lucide, libere e visionarie del pensiero agroalimentare contemporaneo: un uomo che ha saputo trasformare il cibo da semplice prodotto a cultura, responsabilità, relazione tra comunità, territori e futuro».

Così Massimiliano Raffa, Presidente di ARSIAL, esprime il cordoglio dell’Agenzia regionale per la scomparsa del fondatore di Slow Food, morto nella sua casa di Bra all’età di 76 anni, come comunicato da Slow Food e riportato dalle agenzie di stampa.

«Carlo Petrini — prosegue Raffa — ha restituito dignità politica, sociale ed economica al tema del cibo. Ha insegnato che dietro ogni prodotto agricolo ci sono persone, paesaggi, biodiversità, saperi locali, lavoro e scelte di civiltà. La sua idea di un cibo buono, pulito e giusto ha cambiato il modo in cui istituzioni, produttori e cittadini guardano all’agricoltura e alla qualità alimentare».

Dal movimento Slow Food, nato nel 1986, sono scaturite esperienze che hanno inciso profondamente nel dibattito internazionale: Terra Madre, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e una rete globale di comunità impegnate nella tutela della biodiversità, delle produzioni locali e dei diritti dei produttori.

«Per ARSIAL — aggiunge Raffa — il suo insegnamento resta un riferimento prezioso. Parlare oggi di innovazione agricola, di filiere territoriali, di sostenibilità, di educazione alimentare e di valorizzazione delle produzioni locali significa anche raccogliere una parte della sua eredità. Petrini ha avuto il merito di unire visione e concretezza, cultura e impresa, radici e futuro».

«Alla famiglia, alla comunità di Slow Food, a Terra Madre e a tutti coloro che hanno camminato accanto a lui va il cordoglio più sincero di ARSIAL. Carlo Petrini lascia un vuoto grande, ma anche una responsabilità: continuare a difendere l’agricoltura come bene comune, come presidio di identità, come motore di sviluppo sostenibile e come patto di rispetto tra uomo, terra e comunità».