15/04/2026

Interesse crescente da parte degli operatori internazionali, partecipazione qualificata e riscontri molto positivi sul piano della qualità: è questo il bilancio della presenza del Lazio alla 58ª edizione di Vinitaly. Una partecipazione curata da Arsial con il contributo della Camera di Commercio di Roma.

La manifestazione, che ha registrato 90.000 presenze da 135 Paesi, si conferma un contesto di riferimento per il settore e una piattaforma strategica per lo sviluppo delle relazioni commerciali. In questo scenario, il Lazio ha consolidato il proprio percorso di posizionamento, intercettando un’attenzione sempre più concreta da parte di buyer, operatori e stampa specializzata.

Il padiglione regionale ha registrato un flusso costante di visitatori qualificati, con una presenza significativa di operatori esteri e un livello di partecipazione elevato durante tutta la manifestazione. Sempre più riconosciuto come uno degli spazi di maggiore interesse all’interno di Vinitaly, il Padiglione Lazio ha raccolto apprezzamenti diffusi per qualità dell’allestimento, chiarezza del racconto e capacità di valorizzare in modo unitario l’identità regionale.

A conferma della rilevanza della presenza del Lazio a Vinitaly, il padiglione ha accolto la visita della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.

Presenti inoltre il Ministro della Cultura Alessandro Giuli e la Vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna. A rappresentare le istituzioni regionali nel corso dell’evento, il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, l’Assessore al Bilancio, Agricoltura e Sovranità Alimentare Giancarlo Righini e il Presidente di Arsial Massimiliano Raffa, assieme a numerosi parlamentari e consiglieri regionali

La collettiva, composta da 61 realtà tra aziende e consorzi e ospitata in uno spazio espositivo di oltre 2.000 mq, ha restituito l’immagine di un sistema vitivinicolo strutturato, coerente e sempre più competitivo. Al centro del racconto, il concept della “Dolce Vita”, interpretato come espressione contemporanea del vino laziale: non solo prodotto, ma sintesi di territori, cultura e stile di vita. Un elemento che ha contribuito a rendere più riconoscibile e distintiva la presenza regionale, rafforzandone il posizionamento anche sul piano internazionale.

Le masterclass blind tasting

Tra gli elementi più rilevanti, il successo delle masterclass di blind tasting, realizzate in collaborazione con la Fondazione Italiana Sommelier, uno dei momenti più qualificanti dell’intero programma. Le degustazioni alla cieca hanno messo i vini laziali a confronto diretto con alcune tra le più importanti etichette italiane e francesi, senza il supporto del nome in etichetta e con il coinvolgimento diretto del pubblico presente.

Un elemento emerge con forza: i vini del Lazio si sono affermati in tutti i confronti, davanti a etichette di riferimento del panorama nazionale e internazionale. Un esito che assume un valore ancora più significativo perché espresso direttamente dalla sala, e che conferma la solidità qualitativa raggiunta dal comparto.

Di seguito gli esiti delle degustazioni, che hanno visto in ogni confronto prevalere i vini del Lazio:

  • Anthium di Casale del Giglio, risultato il più apprezzato nel confronto con il Corton Charlemagne Grand Cru 2023 di Domaine Jean Fery;
  • Cesanese del Piglio Camere Pinte de L’Avventura, che ha prevalso nel confronto con il Sassicaia 2018 di Tenuta San Guido;
  • i Grechetto di Tenuta La Pazzaglia e Sergio Mottura “Poggio della Costa”, primi a pari merito nel confronto con il Trebiano d’Abruzzo di Valentini;
  • Kius Pas Dosè di Marco Carpineti, che si è imposto nella sfida con Annamaria Clementi Millesimato Riserva di Ca’ del Bosco;
  • Bellone della Cantina Tre D, risultato il più apprezzato nel confronto con il Savennières Coulée de Serrant di Nicolas Joly;
  • Roma Bianco di Federici, che ha ottenuto il miglior riscontro nel confronto con il Pouilly Fumè Baron de L 2022 di Domaine Château du Nozet;
  • Atina Cabernet Marcon Riserva di Masseria Barone, che ha prevalso nel confronto con lo Cheval Blanc 1er Grand Cru Classé 2011.

Un quadro che restituisce con chiarezza il senso dell’esperienza: non più solo un confronto simbolico, ma una dimostrazione concreta della capacità dei vini laziali di competere e affermarsi ai massimi livelli del panorama internazionale.

Il programma di degustazioni e incontri ha inoltre contribuito a valorizzare vitigni autoctoni, denominazioni e territori, offrendo una rappresentazione articolata e contemporanea dell’offerta regionale.

La partecipazione a Vinitaly 2026 rappresenta così un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita del comparto, confermando il ruolo della manifestazione come leva strategica per l’internazionalizzazione e lo sviluppo del vino laziale.

Le dichiarazioni

«Vinitaly 2026 – è il commento del Presidente di Arsial Massimiliano Raffa – ci restituisce un Lazio del vino più consapevole, più riconoscibile e, soprattutto, più competitivo. I risultati delle degustazioni alla cieca parlano chiaro: oggi i nostri vini non temono il confronto con le grandi etichette internazionali, anzi, lo cercano e spesso lo vincono. Questo è il frutto di un lavoro lungo, fatto di qualità, identità e investimenti sul capitale umano. È il segnale che il sistema Lazio sta maturando, e che le nostre imprese sono pronte a stare stabilmente sui mercati globali.

Abbiamo scelto di raccontarci attraverso la Dolce Vita, non come immagine, ma come visione contemporanea del nostro territorio: uno stile, una cultura, un modo di produrre e accogliere che il mondo riconosce e apprezza. Da Verona torniamo con una consapevolezza chiara: il Lazio non è più una promessa. È una realtà che cresce, che convince e che ha ancora molto da esprimere.

Il futuro del vino laziale non è qualcosa che aspettiamo. È qualcosa che stiamo costruendo, vendemmia dopo vendemmia. Il Lazio ha trovato la sua voce: una voce riconoscibile, credibile e pronta a durare nel tempo.»

Sponsor e partner

Il progetto si è avvalso di una rete articolata di sponsor e partner pubblici e privati – Blu Banca, la Camera di Commercio di Rieti Viterbo e la Camera di Commercio di Frosinone Latina, insieme a realtà produttive e commerciali come Acqua Filette, Ariccia Food e il Consorzio del Pecorino Romano DOP – che hanno contribuito a rafforzare il racconto integrato del Lazio e il legame tra vino, territorio e filiera agroalimentare.