12/02/2026

Riconosciuti 28 nuovi Prodotti Agroalimentari Tradizionali  la regione si conferma seconda in Italia per numero di specialità censite. 

Ventotto nuove eccellenze regionali entrano nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), con l’ultimo aggiornamento pubblicato dal Masaf: il Lazio sale così a 520 PAT e si conferma seconda regione d’Italia per numero di referenze.

I nuovi ingressi rappresentano territori, comunità e saperi artigianali che da almeno 25 anni custodiscono metodi di lavorazione tramandati nel tempo, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale.

«Il riconoscimento di 28 nuovi Prodotti Agroalimentari Tradizionali – dichiara l’assessore all’Agricoltura, alla Sovranità Alimentare e al Bilancio della Regione Lazio, Giancarlo Righini – è la conferma di una strategia che punta con decisione sulla valorizzazione delle identità produttive locali. I PAT non sono soltanto prodotti, ma espressione di storia, cultura e lavoro: tutelarli significa rafforzare le nostre filiere, sostenere le imprese agricole e artigianali e rendere più competitivo il sistema agroalimentare regionale, nel segno della qualità e della sovranità alimentare».

«Ogni nuovo Prodotto Agroalimentare Tradizionale riconosciuto è un pezzo di identità che viene tutelato e valorizzato», è il commento del Presidente di Arsial, Massimiliano Raffa. «Dietro questi 28 nuovi ingressi ci sono comunità, piccoli produttori, famiglie e territori che hanno saputo custodire saperi antichi e trasformarli in valore economico e culturale. Questo risultato è il frutto di un lavoro tecnico rigoroso, ma anche di una visione chiara: sostenere le filiere locali, rafforzare il legame tra prodotto e territorio e dare nuove opportunità alle aree interne».

I Prodotti Agroalimentari Tradizionali sono caratterizzati da metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate, praticate in modo omogeneo sul territorio e legate a regole tradizionali. Il riconoscimento consente anche di valorizzare specifiche procedure produttive, per le quali sono previste deroghe igienico-sanitarie dedicate, fondamentali per preservare ambienti storici, attrezzature tradizionali e microflora tipica.

Arsial svolge, su mandato della Regione Lazio, l’attività di ricognizione e aggiornamento dei PAT su tutto il territorio regionale. Per ciascun prodotto vengono approfonditi: distribuzione territoriale, valenza economica, legame con l’ambiente di produzione e specificità del processo tradizionale.

Con i nuovi ingressi, il quadro complessivo dei 520 PAT regionali è composto da:

  • 113 prodotti vegetali;
  • 216 tra paste fresche, dolci e prodotti da forno;
  • 68 carni fresche e salumi;
  • 50 formaggi;
  • 10 preparazioni di pesce;
  • 33 prodotti della gastronomia;
  • 9 oli monovarietali e burro;
  • 8 prodotti di origine animale (miele e ricotte);
  • 9 distillati e bevande analcoliche;
  • 4 condimenti.

Il patrimonio Agroalimentare del Lazio

Il riconoscimento dei nuovi PAT si inserisce in un sistema agroalimentare tra i più strutturati e ricchi del Paese.  Il Lazio può contare su 16 DOP e 14 IGP nel comparto food, 4 DOP dell’olio e un’IGP, oltre a un settore vitivinicolo che comprende 3 DOCG, 27 DOC, 6 IGT e 37 vitigni autoctoni censiti. Un quadro che testimonia la solidità delle filiere regionali e la capacità del territorio di coniugare tradizione, qualità certificata e competitività sui mercati nazionali e internazionali.

I 28 nuovi PAT

Le nuove iscrizioni riguardano produzioni rappresentative di ambiti territoriali e filiere differenti, testimonianza di una tradizione diffusa e radicata. I nuovi PAT inseriti nell’elenco, divisi per categorie, sono i seguenti:

Carni fresche e preparazioni:

  • Coppa Marmosedio (RI);
  • Poérelli (RI);
  • Salsiccia di fegato alla fiamignanese (RI).

Formaggi:

  • Caciotta Cepranese (FR);
  • Pecorino di Roiate / Roiatese (RM).

Paste fresche e prodotti da forno:

  • Cantamessa Cepranese (FR);
  • Ciammellitti con l’alchermes / Ciammellitti di Santa Margherita (RM);
  • Ciammellocco di Sant’Antonio (RM);
  • Maccaruni cu gli féri (FR);
  • Pagliette (FR);
  • Pane di Canterano (RM);
  • Pizza “doce” di Colle San Magno (FR);
  • Pizza ‘nfrasca (RI);
  • Tozzi neri / Gli tozze di Colle San Magno (FR).

Prodotti della gastronomia:

  • Cici co’ li gnocchitti (RI);
  • Crostini di regagli (RI);
  • La Frionza di Colle San Magno (FR);
  • Marritti (RI);
  • Pallocche a carne fujita (RI);
  • Peperone ripieno di Piedimonte San Germano (FR);
  • Polpette di alici di Sperlonga (LT);
  • Ravioli dolci con l’alchermes di Castelchiodato (RM);
  • Sfrittu e caciu (RI).

Prodotti di origine animale:

  • Ricotta calda con siero (RI).

Prodotti vegetali:

  • Castagna rossa di Capolaterra (RI);
  • Cipiccia / Cepeccia / Scalogna (LT–FR);
  • Tartufo di Canterano (RM);
  • Topinambur (Lazio).

L’aggiornamento dell’elenco PAT conferma l’attenzione costante della Regione Lazio e di Arsial verso la tutela delle produzioni tradizionali, quale elemento distintivo del sistema agroalimentare regionale e leva di sviluppo per imprese e territori. 

Per informazioni

Area Qualità e Pianificazioni Territoriale
Caudio Di Giovannantonio: c.digiovannantonio@arsial.it
Miria Catta: m.catta@arsial.it

Area Promozione e Comunicazione
(Soltanto per giornalisti e operatori dei media)
dott. Giuseppe Mammetti: g.mammetti@arsial.it
dott.ssa Micaela Farina: m.farina@arsial.it