01/10/2025

Con decreto del 19 settembre 2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 225 del 27 settembre 2025, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha riconosciuto il Consorzio di tutela del Cesanese di Olevano Romano DOP.

Il nuovo organismo avrà il compito di svolgere le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e vigilanza sulla denominazione, come previsto dall’articolo 41 della legge 12 dicembre 2016, n. 238. L’incarico ha durata triennale e potrà essere sospeso o revocato nel caso vengano meno i requisiti richiesti dalla normativa.

Il riconoscimento si inserisce nel percorso di consolidamento e rafforzamento della vitivinicoltura del Lazio, che oggi conta tre DOCG (Cesanese del Piglio, Frascati, Cannellino di Frascati), numerose DOC e IGT e un patrimonio di vitigni autoctoni che sta riscuotendo crescente attenzione anche sui mercati internazionali.

Il Cesanese di Olevano Romano DOP, coltivato nelle aree collinari a sud-est di Roma, rappresenta una delle espressioni più identitarie del vitigno Cesanese, simbolo della viticoltura regionale. Il nuovo consorzio diventa così strumento fondamentale per sostenere il lavoro delle aziende e garantire maggiore competitività e riconoscibilità al vino e al territorio di riferimento.

Arsial ha accompagnato il percorso di riconoscimento sin dalle fasi preliminari, fornendo supporto nella predisposizione dello statuto e dell’atto costitutivo. L’Agenzia ha inoltre curato i rapporti con il Masaf nelle diverse fasi istruttorie, collaborando per integrare e dettagliare la documentazione necessaria al raggiungimento dell’obiettivo.

Il risultato è un consorzio riconosciuto non solo come organismo di tutela, ma come punto di riferimento istituzionale e di filiera, capace di valorizzare in maniera più strutturata il patrimonio vitivinicolo legato al Cesanese di Olevano Romano.

Le dichiarazioni

«L’istituzione del Consorzio di tutela del Cesanese di Olevano Romano – dichiara l’assessore all’Agricoltura, alla Sovranità Alimentare e al Bilancio, Giancarlo Righini – rappresenta un passo decisivo per la nostra vitivinicoltura e per il rafforzamento dell’identità agricola del Lazio. È il frutto di un lavoro sinergico tra istituzioni, produttori e territorio. Questo nuovo soggetto sarà determinante per promuovere qualità, trasparenza e competitività, sostenendo le aziende locali e contribuendo alla crescita economica e culturale dell’intera area».

«Si tratta di un traguardo che premia l’impegno dei produttori e conferma la centralità del Cesanese come vitigno identitario del Lazio – sottolinea il Presidente di Arsial, Massimiliano Raffa –. Oggi il “Vigneto Lazio” è capace di generare più di 230 milioni di euro di valore annuo, con un export in costante crescita. La presenza di tante denominazioni, non tutte pienamente rivendicate, richiede però un percorso di razionalizzazione, per concentrare gli sforzi sulle realtà più vitali e rendere più efficace la promozione. In questo scenario, il nuovo consorzio – che si aggiunge agli altri 6 già riconosciuti e attivi nella nostra Regione – rappresenta una buona notizia per l’intero comparto: uno strumento concreto per rafforzare la competitività delle aziende, accrescere la visibilità del Cesanese di Olevano Romano e portare il vino laziale sempre più in alto, in Italia e nel mondo».