24/03/2026
C’è un modo diretto, quasi istintivo, di raccontare un territorio: farlo parlare con la sua lingua, i suoi gesti, le sue abitudini quotidiane. È da qui che parte la nuova campagna di comunicazione promossa da Arsial e Regione Lazio in occasione di Vinitaly 2026, visibile da lunedì nelle strade di Roma.
Il messaggio è semplice e immediato. A Roma mangi romano, parli romano, vivi romano. E allora perché bere altro? La risposta arriva con un’espressione che non ha bisogno di traduzioni: “Eddaje su!”.
Un invito, ma anche una presa di posizione. Ironica, identitaria, profondamente riconoscibile.
La creatività della campagna gioca proprio su questo contrasto. Il riferimento a un vino “altro” viene barrato, corretto, quasi rimesso al suo posto, mentre emerge con forza il richiamo al territorio. Il tutto accompagnato da un segno grafico essenziale ma potente: una macchia di vino che diventa un sorriso, un volto, un simbolo immediato di convivialità e autenticità .
Al centro c’è il vino laziale, raccontato senza retorica ma con un linguaggio vicino alle persone. Non si tratta solo di promuovere un prodotto, ma di rafforzare un legame culturale. Bere vino del Lazio diventa così un gesto coerente con uno stile di vita, con una storia, con un’identità condivisa.
La campagna accompagnerà la presenza della Regione Lazio a Vinitaly 2026, uno degli appuntamenti più importanti per il settore vitivinicolo. E lo fa con un tono diverso dal solito: meno istituzionale, più diretto, capace di parlare sia agli operatori che al pubblico più ampio.
“Vieni e assaggia. Poi ne riparliamo.” È la chiusura del messaggio. Quasi una sfida, ma anche una promessa.
Perché alla fine, più delle parole, conta l’esperienza. E il Lazio, nel calice, ha molto da dire.