03/02/2026
La crescente frequenza di eventi climatici estremi impone alla viticoltura nuove strategie di adattamento. Temperature elevate, stress idrico prolungato e radiazione solare intensa incidono in modo diretto sul funzionamento fisiologico della pianta, sulla qualità delle uve e sulla sostenibilità dei sistemi produttivi. In questo contesto si inserisce il progetto di sperimentazione “Gestione della chioma di Vitis vinifera per la resilienza agli stress abiotici”, realizzato da ARSIAL in collaborazione con il Dipartimento per l’Innovazione nei Sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali (DIBAF) dell’Università degli Studi della Tuscia.
La sperimentazione, avviata nel vigneto sperimentale ARSIAL di Velletri, ha l’obiettivo di valutare l’efficacia di pratiche agronomiche a basso impatto ambientale per migliorare la resilienza della vite agli stress termici e idrici, sempre più frequenti nelle aree viticole del Lazio.
Varietà e strategie a confronto
Lo studio coinvolge quattro vitigni: Malvasia di Candia b., Montepulciano n, Lecinaro n. e Maturano Bianco, selezionati per rappresentare sia varietà di rilevanza nazionale sia cultivar autoctone laziali. Su queste varietà sono state confrontate tre diverse strategie di gestione della chioma:
- gestione ordinaria (controllo);
- trattamenti fogliari con farina di basalto;
- trattamenti fogliari con caolino.
I trattamenti sono stati applicati dalla fase di fioritura fino alla maturazione delle bacche, seguendo protocolli specifici per numero di interventi e concentrazione, con l’obiettivo di mitigare lo stress termico, migliorare l’efficienza fotosintetica e influenzare positivamente la qualità delle uve.
Monitoraggio microclimatico ed ecofisiologico
Uno degli elementi qualificanti del progetto è l’approccio integrato di monitoraggio. Nel vigneto sperimentale è stato installato un sistema multisensore in grado di rilevare in continuo temperatura, umidità dell’aria, luminosità e condizioni del suolo, permettendo una caratterizzazione dettagliata del microclima della chioma.
Parallelamente sono state condotte analisi ecofisiologiche non invasive sulle foglie, attraverso misure di contenuto di clorofilla, fluorescenza fogliare e indici vegetazionali. Questi strumenti consentono di valutare lo stato di salute della pianta, l’efficienza dei processi fotosintetici e la risposta agli stress ambientali nelle diverse fasi fenologiche.
I dati climatici della stagione 2025 confermano un quadro di forte criticità: temperature medie elevate, numerosi giorni con massime superiori ai 30 °C e un prolungato periodo di siccità estiva. In tali condizioni, le piante non trattate mostrano già nelle ore mattutine segnali evidenti di stress termico e riduzione dell’attività fotosintetica.
I primi risultati
I risultati preliminari evidenziano come l’efficacia dei trattamenti sia in parte genotipo-dipendente. In generale, l’applicazione di farina di basalto e caolino ha contribuito a:
- rallentare i processi di senescenza fogliare in alcune varietà;
- migliorare l’efficienza del fotosistema II;
- ridurre gli effetti dello stress termico sulla chioma.
Per quanto riguarda la qualità della produzione, i trattamenti hanno mostrato effetti differenziati in base al vitigno. In alcune cultivar si osservano variazioni nelle dimensioni delle bacche, nel contenuto zuccherino e nell’acidità, elementi chiave per la qualità tecnologica delle uve. In particolare, il caolino ha favorito, in alcuni casi, bacche di dimensioni maggiori e un diverso equilibrio tra zuccheri e acidità, mentre la farina di basalto ha mostrato effetti positivi sulla funzionalità fisiologica e sulla maturazione zuccherina.
Verso una viticoltura resiliente
La sperimentazione ARSIAL–DIBAF conferma il valore della ricerca applicata come strumento di supporto alle imprese vitivinicole del territorio. L’obiettivo non è proporre soluzioni standardizzate, ma fornire indicazioni tecniche basate su dati scientifici, capaci di guidare scelte agronomiche mirate in funzione del vitigno e delle condizioni ambientali.
Le attività proseguiranno nelle prossime stagioni con l’elaborazione dei dati raccolti, ulteriori analisi statistiche e la diffusione dei risultati attraverso pubblicazioni scientifiche e momenti di confronto tecnico. Un percorso che rafforza il ruolo di ARSIAL nella sperimentazione e nel trasferimento dell’innovazione a sostegno della viticoltura laziale.
Per informazioni
Arsial – Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio
Area Biodiversità e Sperimentazione
Servizio sostegno alle imprese e valorizzazione ecotipi
Giovanni Pica: g.pica@arsial.it