Dati del prodotto
Tipologia produzione:
A rischio Recuperata Attiva
Periodo di produzione:
La raccolta dei marroni viene eseguita manualmente per tutto il mese di ottobre con rese massime di 3 t/ha.
Mercato di riferimento:
Locale.
Descrizione del prodotto:
Il prodotto Marrone Segnino, appartenete alla specie Castanea sativa, proviene da fustaie da frutto site ad un'altitudine tra i 300 e 800 metri s.l.m. Il marrone segnino presenta un colore marrone rossiccio con striature scure evidenti, una pezzatura da media a grossa (50-95), una forma ovale con apice appiattito; un episperma (pellicola) sottile, di colore giallognolo, poco aderente e facilmente asportabile; un seme di colore bianco tendente un poco al giallo, croccante; un sapore dolce. Le piante di vigoria media, presentano un'altezza variabile tra 10 e 20 metri con chiome che assumono un aspetto molto ampio con un portamento che si sviluppa secondo forme naturali; i fusti dei singoli individui seguono, per lo più, un andamento non rettilineo, prima di biforcarsi in branche principali a cui seguono altre di ordine inferiore. La quantità stimata di produzione si aggira su valori prossimi a 1.400 t/anno.
Elementi di tradizionalita' del processo produttivo:
pratica della "Curatura" o "Bagnatura" in acqua fredda per quattro giorni senza aggiunta di alcun prodotto chimico.
Materiali utilizzati nella tradizione locale:
Per la potatura di rami secchi vengono usate cesoie, falcetti e motosega. Per la raccolta ed anche per la conservazione si usano cassette di plastica o legno. Nella fase di "curatura" o bagnatura in acqua sono impiegati tini di plastica.
Locali utilizzati nella tradizione locale:
Locali tipo cantine o comunque ambienti freschi, adibiti alla curatura, asciugatura e conservazione del prodotto.
Storia tradizionale del Prodotto:
L'introduzione nel territorio di Segni del marrone, si fa risalire alla metà del sec XVI, quando in occasione del matrimonio di Mario Sfroza e Fulvia Conti vennero introdotte piante di castagno prelevate dal territorio di Santa Fiora, posta sulle pendici dell¿Amiata. Una leggenda, invece, attribuisce al pontefice segnino Vitaliano (657-672) l'introduzione del castagno nel territorio lepino. Pierre Toubert, nella sua opra dedicata al Lazio meridionale ed alla Sabina tra il IX ed il XII sec, dice testualmente che i castagneti più rimarchevoli per compattezza e bella disposizione sono quelli di Patrica, Segni, Norma e Morolo che si iscrivono come l'ultima tappa della conquista agraria. Gli statuti segnini, la cui stesura originale si può far risalire quanto meno al sec XII, documentano la presenza di castagneti e tutte le varie operazioni collegate a questa pianta ed ai suoi frutti, con specifiche precauzioni di tutela da eventuali danni, sanzionandoli in maniera dettagliata.
Ottenuto anche con metodo Biologico:
NO