Vigneti storici ed eroici, al via il riconoscimento

15/07/2020 - 

Il decreto ministeriale in via di pubblicazione stabilisce i criteri per il riconoscimento dei vigneti storici o eroici da parte delle Regioni, definendo le tipologie di intervento.

È un ulteriore passo avanti verso l’affermazione della viticoltura eroica e dei vigneti storici, come strumento di promozione territoriale e di valorizzazione del paesaggio. Con il Decreto Ministeriale n. 6899 del 30/06/2020 in via di pubblicazione, firmato dalla Ministra Bellanova in accordo con i Ministri Franceschini e Costa, vengono finalmente definiti i criteri attraverso i quali sarà possibile chiedere il riconoscimento dei vigneti storici ed eroici. Già tutelati dal nostro ordinamento grazie all’articolo 7 della Legge 238/2016 nota come “Testo Unico del Vino”, che ne ha sancito il valore culturale, agricolo e ambientale.

Il riconoscimento dello status di vigneto eroico o di vigneto storico avverrà per opera delle Regioni, alle quali i soggetti interessati potranno rivolgersi, documentando il possesso dei requisiti richiesti. Sempre alle Regioni spettano la tenuta dell’elenco pubblico dei vigneti storici ed eroici e i controlli di legge.

VIGNETI EROICI
Sono considerati vigneti eroici quelli ricadenti in aree soggette a rischio idrogeologico, nelle isole, in zone di particolare pregio paesaggistico o ubicati in condizioni orografiche particolari, gravate da grandi impedimenti alla meccanizzazione. Ad eccezione delle zone già individuate nei piani paesaggistici regionali, i vigneti eroici sono definiti dal possesso di almeno uno dei requisiti seguenti:

  • pendenza media del terreno superiore al 30%;
  • altitudine media superiore ai 500 metri sul livello del mare, con la sola eccezione dei vigneti situati in altipiano;
  • sistemazione degli impianti viticoli su terrazze e gradoni;
  • presenza nelle piccole isole, dove la superficie complessiva del territorio insulare non superi i 250 km2.

VIGNETI STORICI
Potranno fregiarsi del titolo di vigneto storico, tutti quelli segnalati in una determinata superficie o particella prima del 1960. La coltivazione di questi vigneti, per esplicita disposizione, dovrà essere caratterizzata dall’impiego di pratiche e tecniche tradizionali, legate agli ambienti fisici o climatici locali, che mostrino comunque forti legami con i sistemi sociali ed economici del territorio.

Sono considerati storici anche i vigneti appartenenti a paesaggi iscritti nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico e i vigneti afferenti a territori che hanno ottenuto dall’Unesco il riconoscimento di eccezionale valore universale, a condizione che la viticoltura rientri, in entrambi i casi, tra le motivazioni dell’iscrizione. Così come storici, potranno essere definiti i vigneti ricadenti in aree volte alla conservazione e alla valorizzazione di particolari territori vitivinicoli, oggetto di leggi regionali o individuate dai piani paesaggistici.

GLI INTERVENTI
Gli interventi in favore dei vigneti storici ed eroici saranno finalizzati al recupero, al ripristino, alla manutenzione e alla salvaguardia delle superfici e sono vincolati al rispetto di almeno uno dei parametri stabiliti dal decreto:

  • la conduzione del vigneto dovrà seguire le pratiche tipiche di ciascun territorio;
  • gli interventi dovranno prevedere il consolidamento di strutture permanenti o semipermanenti, realizzate con tecniche tradizionali, come ad esempio muretti o inerbimento, nell’ottica di preservare il suolo dal dissesto idrogeologico;
  • il vigneto dovrà includere vitigni autoctoni tipicamente usati nella zona o autorizzati da disciplinari di produzione dell’area in cui è ricompreso.

IL LAZIO
Sul nostro territorio regionale Arsial è impegnata da tempo nella valorizzazione e nella riscoperta della viticoltura autoctona, anche storica ed eroica. L’attività è scandita da una moltitudine di interventi, realizzati in adempimento della L.R. 15/2000 che tutela la biodiversità autoctona di interesse agrario e finanziati dall’Operazione 10.2.1 del PSR Lazio 2014/2020.

Nel nostro territorio, così come in altre regioni italiane, il recupero e la valorizzazione turistica della viticoltura, rappresenta un generatore di opportunità e sviluppo locale, sia turistico-ricettivo che enologico. Le vigne che negli anni passati venivano abbandonate perché troppo in pendenza o poco redditizie, oggi sono oggetto d’interesse, sia per la produzione di cru ed eccellenze vitivinicole, sia per l’ambientazione di tour e soggiorni.

Secondo analisi Arsial basate sulle caratteristiche dei terreni, lo status di vigneto eroico, per quanto emerso finora, è applicabile nel Lazio a svariati territori vinicoli di grande interesse storico-paesaggistico, tra i quali:

  • le isole di Ponza e Ventotene (LT) con gli autoctoni Biancolella, Forastera, Guarnaccia, Piedirosso;
  • la zona di Campo Soriano a Terracina (LT) con il vitigno Moscato di Terracina;
  • l’area di Affile, Olevano Romano (RM) e Piglio (FR) con il celebre Cesanese;
  • la Valle di Comino con i vitigni Maturano, Capolongo, Pampanaro, Lecinaro, Uva Giulia;
  • una porzione di areale dei Castelli Romani, nella quale rientrano i territori di Velletri (RM) e Cori (LT), con i vitigni Malvasia del Lazio e Nero Buono;
  • l’Altopiano Reatino con il Cesenese nero;
  • l’area dei Monti Cimini con il Greco.

Vedi Anche

Riscoprire la Biancolella, l’orgoglio di Ponza

Arsial, un nuovo impulso alla viticoltura autoctona