Tecnologie innovative al servizio di un sapere antico

15/06/2017 - 
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Arrivano dalla start up Sapienza Ictinnova i due sistemi digitali finalizzati alla valorizzazione e al tracciamento dei prodotti enogastronomici made in Italy. Un fattore, quello delle tecnologie digitali, cruciale per lo sviluppo del settore agroalimentare, dove l’innovazione rappresenta sempre più un asset vincente per la qualità e la competitività dei prodotti, soprattutto quelli locali. E’ questo il tema del convegno in corso alla facoltà di Ingegneria della Sapienza dal titolo ‘Le nuove tecnologie digitali nell’agroalimentare’.

Patrocinato dall’Arsial, all’incontro sono presenti il rettore della Sapienza, Eugenio Gaudio, Gianni Orlandi, del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e presidente di Auris onlus, Paolo Cuccia, presidente della Gambero rosso spa, Domenico Salonna, docente di enogastronomia dell’Istituto Pellegrino Artusi, e l’amministratore unico di Arsial, Antonio Rosati.

“L’incrocio tra tradizione e innovazione oggi è fondamentale – spiega Rosati – la tecnologia al servizio del sapere antico è una carta importante per il Lazio e per tutto il Paese, ma bisogna fare sistema. L’università ci può dare un grandissimo contributo in questo senso, anche nella sostenibilità ambientale”. L’amministratore unico spiega poi che “è un momento felice per l’agroalimentare e dunque anche per l’economia della bellezza, formata da turismo, cultura e cibo italiano, che si afferma nel mondo perché vuol dire cibo sano”. Tuttavia, i prodotti del Lazio “che hanno delle eccellenze ancora non vengono adeguatamente prodotti sui mercati romani e italiani anche perché non si fa rete”. E allora, dopo la “grande performance del Lazio di quest’anno che ha visto a Verona tutti i più importanti produttori del Lazio”, la proposta di Rosati guarda alla prossima edizione del Vinitaly: “Presentiamo queste tecnologie in quella sede, perché si tratta di iniziative che ci aiutano nella sfida di fare sistema. Oggi il mercato chiede territorio – conclude Rosati – chiede di sposare un sapore antico che va valorizzato con l’innovazione”.