Filiera Latte del Lazio. Buono, per tutti

10/03/2017 - 
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Con questo slogan parte la campagna di comunicazione per un rilancio dei consumi di latte fresco del Lazio, sostenuto da un accordo di filiera che per la prima volta vede produttori e trasformatori, organizzazioni agricole e istituzioni impegnate in uno sforzo comune. L’obiettivo è quello di contrastare il drastico calo dei consumi di latte fresco registrato in Italia negli ultimi cinque anni (- 25% sul 2010), porre argine alla contrazione massiccia degli allevamenti bovini da latte, in particolare nella nostra regione, richiamare l’attenzione sull’importanza del latte nella dieta alimentare, sulle sue caratteristiche peculiari non sostituibili, sugli elementi distintivi che fanno del latte laziale un prodotto di elevata qualità grazie alla tipologia di allevamento, alla qualità degli alimenti somministrati al bestiame, alle caratteristiche dei territori da cui proviene.

L’accordo di filiera, che gode del patrocinio della Regione Lazio, è stato sottoscritto questa mattina a Roma da quattro dei più importanti stabilimenti di trasformazione laziali (Centrale del Latte di Roma, Fattoria Latte Sano, Ipa Latte di Nepi, Centrale del Latte di Rieti), dalle principali Cooperative di raccolta latte in rappresentanza di 450 aziende agricole, dalle maggiori organizzazioni professionali agricole regionali (Cia, Coldiretti, Confagricoltura) e da Unindustria Lazio, in qualità di soggetto promotore. Un insieme di soggetti imprenditoriali che nel complesso rappresentano la produzione di circa il 60% del latte bovino del Lazio, 180 milioni di litri/anno, 50 mila capi in allevamento.

“Un’iniziativa che tiene insieme i trasformatori e i produttori del latte, al fianco delle istituzioni – ha commentato Micaela Pallini, presidente della sezione Alimentare di Unindustria – rappresenta un cambiamento di approccio fondamentale, la rinuncia a sterili personalismi, a favore di un interesse reale di filiera. Il Lazio è il quarto produttore industriale di latte del Paese, rappresenta oltre il 10% del mercato del latte fresco nazionale. Una risorsa per l’intera economia regionale che non può non essere tutelata”.

“Tutelare il latte significa salvare un settore fondamentale per la nostra economia agroalimentare” – dice Carlo Hausmann, assessore all’agricoltura della Regione Lazio – ma anche “salvare una produzione essenziale nella nostra dieta” e questo si può fare attraverso l’educazione alimentare basata su una informazione scientifica seria.

“Non bisogna perdere le buone abitudini, noi abbiamo una grande tradizione per la prima colazione – continua Hausmann – e l’educazione alimentare serve proprio a recuperare la percezione del latte nella nostra dieta, sia per i bambini che per gli anziani.

“Obiettivo fondamentale dell’accordo è quello di riconquistare spazio di mercato – dice ancora l’assessore – ma per far questo occorre riappassionare il consumatore al latte provando a comunicare alcuni elementi fondamentali, nella dimensione di racconto”. Innanzitutto sul prodotto, sulle storie di chi fa il prodotto, sulla percezione del gusto: ‘il latte sa di latte! ’, sul territorio, ampi spazi incontaminati in cui allevare e produrre, anche gran parte degli alimenti per il bestiame e da ultimo il grande valore del ‘fresco’.

Per Antonio Rosati, amministratore unico di Arsial, intervenuto alla presentazione dell’accordo “il progetto ‘Filiera del latte del Lazio’ è una buona iniziativa che nasce da una felice intuizione dell’assessore Hausmann. Oggi la grande sfida è l’alleanza tra produttori, perché nel mercato globale bisogna fare in modo che l’economia regionale, e poi quella italiana, partano dalle proprie radici”.

“Tutto ciò – continua Rosati – presuppone prima di tutto la difesa delle stalle e delle aziende agricole, ma avere anche il punto di vista degli industriali rappresenta una novità assoluta e un esempio da seguire in altri settori per rilanciare l’economia e aumentare l’occupazione”.

Il progetto prevede una campagna di comunicazione che coprirà l’intera regione, supportata dal lancio di un apposito sito web (www.filieralattelazio.it) per illustrare ‘le virtù alimentari del latte fresco e accrescere la familiarità con ogni aspetto della sua lavorazione’. “La campagna sarà portata nelle scuole affinché i ragazzi siano ambasciatori del latte – conclude l’amministratore unico dell’Agenzia – e si rivolgerà anche alle famiglie con l’obiettivo di far capire che il latte è un alimento complesso e importante, una risposta fondamentale per tanti disturbi dell’alimentazione e parte di una catena alimentare insostituibile”.

Vedi anche

http://nr1.dire.telpress.it/news/2017/03/10/2017031002057700589.MP4

http://nr1.dire.telpress.it/news/2017/03/10/2017031002058000592.MP4

Vai alla scheda informativa: La produzione di latte fresco nel Lazio

A margine dell’incontro finalizzato alla sottoscrizione dell’accordo di filiera, si è svolta presso la sede della Regione Lazio una conferenza scientifico – divulgativa dedicata ad illustrare le principali caratteristiche del latte come elemento base di un corretto regime alimentare e a richiamare l’attenzione sul complesso di informazioni distorte che hanno avuto grande diffusione negli ultimi anni a proposito di allergie e intolleranze al latte e ai latticini. Tra gli interventi, quelli del prof. Arne Astrup (Università di Copenaghen), del prof. Antonio Migliaccio (Presidente SISA – Società Italiana Scienza dell’Alimentazione), del prof. Ferdinando Aiuti (Docente emerito di allergologia e immunologia clinica).