“Promuovere la Diversità per Innovare i Sistemi Agricoli” – Il programma di ricerca

La Rete Semi Rurali sta svolgendo per conto di Arsial un programma di ricerca dedicato al miglioramento genetico partecipativo ed evolutivo, finanziato dall’Operazione 10.2.1 del PSR Lazio 2014/2020, in linea con la L.R. 15/2000 “Tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario”.

Il programma è stato avviato con l’obiettivo di ottenere sementi adattate ai diversi agro-ecosistemi del Lazio e in particolare ai sistemi di agricoltura a basso input, con l’intento di implementare sistemi capaci di mitigare l’impatto dei mutamenti climatici in atto a livello globale.

L’attività si concentra su tre specie vegetali: pomodoro, frumento e lenticchia, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza delle sementi di specie agrarie e ortive attraverso la selezione partecipata di “popolazioni evolutive”. Il progetto, pensato per ottenere sementi con rese soddisfacenti e adattate alla coltivazione in azienda anche in areali privi di varietà locali a rischio, include:

  • analisi degli areali;
  • sperimentazione in campo con raccolta dati;
  • networking;
  • aggiornamento tecnico in materia di biodiversità agricola;
  • animazione locale attraverso giornate dedicate allo scambio di conoscenze e alla gestione dei sistemi sementieri. 

AGGIORNAMENTO TECNICO SCIENTIFICO
Il programma avviato da Arsial e Rete Semi Rurali include l’aggiornamento dei tecnici di Arsial e Regione Lazio, ma è aperto a tutti i portatori d’interesse in materia di biodiversità agricola. L’aggiornamento è articolato in:

IL MIGLIORAMENTO GENETICO
Il miglioramento genetico convenzionale vegetale è un programma di ricerca agricola finalizzato alla produzione di nuove varietà, che vengono riprodotte, moltiplicate e infine vendute dalle ditte sementiere. Le prove di selezione e di produzione vengono condotte all’interno dei centri di ricerca, da pochi ricercatori che stabiliscono anche gli obiettivi, mentre l’agricoltore è coinvolto solo alla fine del processo. Il risultato è una varietà ad ampio adattamento, geneticamente omogenea, ottenuta in condizioni ideali e in presenza di tutti gli input necessari alla coltivazione, ma in luoghi e condizioni molto diverse da quelle reali di impiego, destinata a manifestare problemi ogni volta che “l’ambiente”, inteso come insieme delle condizioni ambientali e delle pratiche di coltivazione, è diverso da quello dei centri sperimentali.

Il miglioramento genetico partecipativo è una particolare tipologia di miglioramento genetico vegetale, capace di aumentare la produttività delle colture, senza diminuire o sacrificare la biodiversità. Rispetto al miglioramento genetico tradizionale si caratterizza per il coinvolgimento dell’agricoltore in tutte le fasi del programma, a partire dalla definizione degli obiettivi. Il miglioramento genetico partecipativo è frutto della consapevolezza, condivisa da molti ricercatori, di poter soddisfare le necessità degli agricoltori marginali e dell’agricoltura biologica solo sperimentando in campo, in condizioni affini a quelle di produzione, abbandonando la logica dei centri di ricerca. Nel miglioramento genetico partecipativo sono gli agricoltori a decidere i caratteri da selezionare, con il necessario supporto dei ricercatori nell’analisi dei dati.

Il miglioramento genetico evolutivo è basato sulla semina in campo di miscugli di sementi, anche dette “popolazioni evolutive”, composte da genotipi differenti della stessa coltura (materiale eterogeneo), che anno dopo anno, sulla base di incroci che avvengono naturalmente, fanno sì che la composizione genetica della popolazione raccolta non sia mai la stessa di quella seminata. In questo modo, la popolazione si evolve adattandosi all’ambiente.

Il metodo del miglioramento genetico partecipativo ed evolutivo concilia:

  • tutela dell’agrobiodiversità, perché una popolazione che si evolve in luoghi diversi produce varietà adattate, quindi differenti tra loro;
  • aumenti di produzione sostenibili basati su input che gli agricoltori possono permettersi;
  • adattamento ai cambiamenti climatici in quanto risultato di un processo evolutivo.

PRECISAZIONI SULLA NORMATIVA SEMENTIERA
Come in tutta Europa, in Italia la normativa sementiera prevede che per commercializzare o certificare il seme di una varietà, questa debba essere iscritta nel Registro varietale nazionale e nel Catalogo europeo e rispondere ai requisiti di distinguibilità, uniformità e stabilità (DUS), con sufficiente valore agronomico.

In base alla Decisione della Commissione Europea del 18 marzo 2014 si è aperta la possibilità per alcune specie, ma soltanto in Paesi che ne hanno fatto richiesta, di commercializzare il materiale eterogeneo ai fini della sola sperimentazione, fino al 2021.

Nel nuovo regolamento europeo Reg. UE 2018/848 sulla produzione e l’etichettatura dei prodotti biologici, che entrerà in vigore nel 2021, è prevista la possibilità di commercializzare il materiale eterogeneo biologico come materiale riproduttivo, sebbene le disposizioni specifiche siano in ancora discussione.

A chi rivolgersi

Arsial – Area Tutela Risorse e Vigilanza sulle Produzioni di Qualità