Arsial, un nuovo impulso alla viticoltura autoctona

14/05/2020 - 

All’interno della propria Azienda Dimostrativa di Velletri (RM), l’Agenzia ha impiantato un vigneto sperimentale interamente dedicato ai vitigni autoctoni della nostra regione. Inoltre, in collaborazione con il Crea Ve, ha ottenuto delle piante di Moscato di Terracina immuni dalle principali forme di virosi. Due notizie che confermano l’impegno di Arsial nella valorizzazione della viticoltura autoctona e nello sviluppo dell’intero comparto vitivinicolo laziale.

Un nuovo vigneto sperimentale-dimostrativo coltivato in biologico e dedicato alla biodiversità viticola laziale. Arsial lo ha impiantato all’interno dell’Azienda Dimostrativa di Velletri (RM), in un’area a forte vocazione enologica. Il vigneto ha un’estensione di circa 1 ettaro e ospita 15 varietà autoctone del Lazio, messe a dimora con l’obiettivo di salvaguardare la biodiversità territoriale e sperimentare la coltivazione in bio, anche per finalità didattico-produttive.

Arsial, da oltre un decennio, nel quadro delle attività previste dalla L.R. 15/2000Tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario”, sta investendo sulla riscoperta della viticoltura autoctona regionale, tramite azioni di tutela e valorizzazione dell’agrobiodiversità.

Il nuovo vigneto di Velletri, oltre che uno spazio di sperimentazione, vuole essere un punto di riferimento per l’intera filiera vitivinicola regionale, ma anche un “luogo aperto” per la cultura viticola e la formazione didattica.

ARSIAL E GLI AUTOCTONI
I vitigni autoctoni rappresentano un elemento di differenziazione qualitativa-organolettica del vino, ma anche uno strumento di valorizzazione turistica e socio-culturale dei territori. Il territorio, da sempre, caratterizza il vino e ogni grande vino può essere considerato espressione di una determinata area geografica, ma anche della comunità che lo produce. Tanto che, sempre più spesso, la produzione di un vino “unico”, ottenuto da vitigni locali, diviene un potente strumento di marketing territoriale, intorno al quale promuovere azioni di sviluppo che interessano tutta la filiera.

Arsial, sempre nel quadro delle attività previste dalla L.R. 15/2000, ha promosso innumerevoli iniziative dedicate alla valorizzazione dei vitigni autoctoni laziali, che hanno prodotto finora la riscoperta di 45 biotipi, per i quali sono state realizzate azioni di caratterizzazione genetica-ampelografica e microvinificazione.

Ad oggi, il lavoro di tutela e valorizzazione degli autoctoni promosso da Arsial, ha portato all’iscrizione di 9 vitigni laziali (di cui 3 in attesa della pubblicazione in GU) nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite e nel Registro Regionale delle Varietà di Vite Classificate Idonee alla Produzione di Uva da Vino.

IL VIGNETO DI VELLETRI
Il vigneto di Velletri misura circa 1 ettaro di superficie vitata. Sull’appezzamento state impiantate 4.000 barbatelle. Oltre ai due vitigni di riferimento, Malvasia di Candia e Montepulciano, nel vigneto sono state impiantate 15 varietà autoctone della nostra regione: Maturano bianco, Pampanaro bianco, Reale bianca, Petroveccia bianca, Capolongo bianco, Tostella bianca, Lecinaro nero, Cesenese nero, Ulivello nero, Corapecora nero, Maturano nero, Nostrano nero, Uva Giulia nera, Calamaro nero e Capolongo rosso. 

Per ciascuna varietà sono state messe a dimora oltre 250 barbatelle, nell’intento di produrre un quantitativo d’uva necessario ad avviare delle prove di mesovinificazione, utili a sviluppare dei protocolli di miglioramento delle “performance” enologiche dei singoli vitigni.

IL MOSCATO DI TERRACINA “RISANATO”
L’Agenzia, dopo un lungo lavoro svolto in collaborazione con il Crea Ve (Viticoltura ed Enologia), ha ottenuto delle piante di Moscato di Terracina esenti dalle principali forme di virosi, attraverso un’azione di risanamento tramite termoterapia.

Per il Moscato di Terracina, un autoctono particolarmente rinomato della nostra regione, privo di cloni iscritti nel RNVV, l’Arsial ha avviato anche l’iter tecnico-scientifico per la selezione clonale. In proposito, sono state impiantate 62 barbatelle sane di Moscato di Terracina del biotipo “ARSIAL 656”, in 2 aziende di Monte San Biagio (LT), che hanno manifestato la propria disponibilità, rispondendo alla manifestazione d’interesse per la prova sperimentale.

Altri progetti di risanamento viticolo sono stati avviati in collaborazione con il Crea Ve e l’Università della Tuscia per i vitigni autoctoni Malvasia del Lazio e Nero Buono.

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